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Incendi ed Esplosioni Cosa sono e come difendersi da loro
La Prevenzione degli Incendi... - Gli Estintori - Gli Incendi Boschivi - |
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L’incendio
è una combustione, di un qualunque materiale, definito combustibile, che si
sviluppa in modo incontrollato nel tempo e nello spazio.
La combustione in modo particolare è una reazione chimica di “ossidazione violenta” tra il corpo o materiale combustibile ed un corpo compartecipante detto comburente, tale reazione per avvenire necessita di un innesco, che fornisce l’avvio della reazione violenta, che una volta innescata è poi in grado di autosostenersi.
Un
classico esempio per spiegare questa reazione e la sua violenza è la carta (combustibile), che si ossida in modo
naturale per effetto dell’ossigeno presente nell’aria (comburente),
ma che per farlo impiega moltissimi anni (vedi i libri d’epoca che hanno ormai
assunto il classico colore beige-ambrato e che infine si degradano del tutto).
Se alla carta però viene fornito un innesco, come la fiamma accesa di un
fiammifero, ecco allora iniziare la reazione violenta dell’incendio, che porta
alla degenerazione rapidissima della carta.
E’
bene precisare che perché l’incendio si sviluppi sono sempre necessari tutti
e tre i suoi elementi fondamentali: combustibile, comburente (Ossigeno
dell’aria) ed Innesco (Calore, fiamma libera, scintilla, ecc.);
qualora uno dei tre manchi l’incendio termina ed è per questo che le azioni
volte ad estinguere un incendio agiscono sull’eliminazione di uno dei suoi tre
elementi.
I
combustibili presenti negli ambienti dove normalmente viviamo sono
numerosissimi; alcuni sono di origine naturale, altri di “produzione umana”,
ottenuti attraverso processi industriali. Alcuni esempi sono: legno, carbone,
carta, petrolio, gas combustibile, ecc. Il comburente che interviene in un
incendio è invece, come abbiamo già detto, sempre l'ossigeno presente nell'aria (21%
in volume). Il rischio di incendio, quindi, esiste ed è presente pressochè
in tutti i luoghi sia all’aperto, che al chiuso.
Anche
l’esplosione è una forma di combustione. Essa si manifesta con
una propagazione dell’incendio particolarmente rapida e con una violenta
liberazione di energia dovuta alla rapida espansione dei gas, causata dalla
reazione chimica di combustione. L’esplosione produce quindi calore, una
rapida onda d’urto ed un picco di pressione.
Esistono
due tipi di esplosione: la Deflagrazione, caratterizzata da una velocità
di propagazione della combustione inferiore alla velocità del suono, e la Detonazione,
più grave e distruttiva, caratterizzata da una velocità di combustione
superiore a quella del suono.
In genere un’Esplosione può avvenire solo in presenza di gas, vapori o polveri combustibili di alcune sostanze particolarmente instabili e fortemente reattive, oppure in presenza di sostanze appunto dette “materie esplosive”, laddove nel campo di esplosività della sostanza viene fornito un adeguato innesco.
Il riscaldamento
rapidissimo dell’aria, l’enorme immediato consumo di ossigeno e l’aumento
di volume di aria e gas, uniti al potere deflagrante dell’esplosione, sono in
grado di generare condizioni di estremo pericolo laddove questa si dovesse
verificare.
Per prevenire adeguatamente il rischio di incendio o di esplosione è necessario conoscere tutti i fattori di potenziale pericolo esistenti nel luogo in cui ci si trova (abitazione, ufficio, industria, ecc.)
Alcune
fra le principali cause, che possono provocare un incendio, sono:
- Presenza ed utilizzo di fiamme libere (p.es.: operazioni di saldatura,
utilizzo di cannelli, laboratori con fornelli Bunsen, cucine domestiche o
industriali, ecc.)
- Particelle incandescenti (brace) provenienti da un focolaio (p.es.:
braciere, camino, stufa…)
- Scintille di origine elettrica (p.es.: cortocircuito, cavi scoperti…)
- Scintille di origine elettrostatica
- Scintille provocate da un urto o da sfregamento (p.es.: lavorazioni in
industrie meccaniche…)
- Superfici e punti caldi
- Innalzamento della temperatura dovuto alla compressione dei gas
- Reazioni chimiche
La
Classificazione degli Incendi
Gli Incendi sono convenzionalmente suddivisi in diverse classi a seconda del materiale principalmente coinvolto nell'incendio stesso. Saper riconoscere il tipo di classe di un Incendio può aiutarci a scegliere l'agente estinguente giusto.... e quindi a spegnerlo!
Classe
A:
Incendio di materiali solidi, detti anche fuochi secchi.
La
combustione in questa classe può presentarsi in due forme:
·
combustione
viva, con fiamme libere;
·
combustione
lenta senza fiamme visibili, ma con formazione di brace incandescente.
Agenti
di estinzione raccomandati:
acqua, polvere chimica polivalente, anidride carbonica, estinguenti alogenati,
schiuma ad alta espansione per ambienti chiusi.
Classe
B:
Incendio di liquidi infiammabili e di idrocarburi solidificati, detti
anche fuochi grassi.
Agenti
di estinzione raccomandati:
Schiuma, polvere chimica, anidride carbonica, estinguenti alogenati.
Classe
C:
Incendio di GAS infiammabili.
Agenti
di estinzione raccomandati:
polvere chimica, estinguenti alogenati.
Classe
D:
Incendi di Metalli Combustibili e di sostanze chimiche reattive
spontaneamente, combustibili in aria o reattive con l'acqua, con anche
possibilità di esplosione.
Agenti
di estinzione raccomandati:
polveri speciali e nessun altro estinguente.
Classe
E:
Incendio di Apparecchiature elettriche sotto tensione (non
riconosciuta da tutte le fonti).
Agenti
di estinzione raccomandati:
polvere chimica, anidride carbonica, estinguenti alogenati. Esclusi
assolutamente Acqua e Schiuma
Le
Modalità di Estinzione dell’Incendio e gli Agenti Estinguenti
Come
abbiamo detto l’Incendio è il frutto di una combustione con compartecipazione
di materiali Combustibili e Comburenti in presenza di un Innesco;
solo la compartecipazione dei tre elementi dà luogo all’incendio.
Per
Estinguere un Incendio quindi è sufficiente eliminare uno dei tre
elementi.
L’incendio
dunque termina:
per
Esaurimento e/o Allontanamento del Combustibile dal focolaio;
per
Soffocamento, cioè eliminando o riducendo fortemente il Comburente
dal focolaio (Aria);
o
per Raffreddamento, sottraendo cioè calore e fiamma
(Innesco) all’incendio fino a portare la temperatura al di sotto di
quella necessaria al mantenimento della combustione.
In genere non è possibile né conveniente intervenire solo su di uno dei
tre fattori, pertanto la maggior parte degli interventi di estinzione degli
incendi fa leva su una combinazione delle tre operazioni di Esaurimento,
Soffocamento e Raffreddamento. Ad esempio l’uso dell’estintore agisce su una
combinazione di Soffocamento-Raffreddamento.
Gli Agenti Estinguenti utilizzabili per spegnere gli
incendi sono numerosi e non tutti gli incendi possono essere affrontati con
l’utilizzo indiscriminato di tutti i presidi antincendio a disposizione;
pertanto è fondamentale conoscere le proprietà e le modalità di utilizzo
degli Agenti Estinguenti.
Essi
sono:
·
Acqua;
·
Schiume;
·
Polveri;
·
Gas
Inerti;
·
HALON
– Idrocarburi alogenati;
·
Agenti
estinguenti alternativi allo HALON.
Acqua
Agisce
per abbassamento della temperatura, per soffocamento (sostituendo
ossigeno con vapore acqueo), per diluizione delle sostanze infiammabili
idrosolubili e per bagnatura dei combustibili solidi.
E’
di basso costo e di facile reperimento ed utilizzo e questo ne fa l’agente
estinguente più utilizzato. E’ ottimo per gli incendi di classe A, con
esclusione di quelli riguardanti Sodio e Potassio, che a contatto
con l’acqua liberano idrogeno, e per i Carburi, che liberano acetilene.
Non è adatta agli incendi di classe E poiché l’acqua è
buon conduttore di energia elettrica.
Schiume
Sono
costituite da soluzioni di Acqua e liquido schiumogeno ed agiscono per
separazione del Comburente dal Combustibile. Il loro impiego è consigliato
su incendi di classe B, mentre valgono le stesse controindicazioni
segnalate per l’Acqua, poiché le schiume appunto ne contengono.
Esistono
diverse tipologie di schiume a seconda del tipo di combustibile interessato
dall’incendio.
Polveri
Sono
costituite da particelle solide fini a base di bicarbonato di sodio, potassio,
fosfati e sali organici. Agiscono per soffocamento e raffreddamento
prodotto dalla loro decomposizione ad opera delle alte temperature; esse
agiscono con azione anticatalitica sulla fiamma e tramite generazione di
anidride carbonica e vapore acqueo.
Sono
adatte ad incendi delle classi A, B e C e limitatamente
a polveri speciali anche alla classe D.
GAS
Inerti
Si
tratta generalmente di Anidride Carbonica e di Azoto. Agiscono
per soffocamento e sono idonei per l’utilizzo in ambienti chiusi, dove
riducono la concentrazione del comburente fino a impedire la combustione. La CO2
(Anidride Carbonica) in modo particolare si dimostra più efficace, non
tossica per l’uomo e perfettamente dielettrica. Essa, conservata in Estintori
a pressione in forma liquida (gas liquefatto), ha anche un’ottima
azione raffreddante generata dall’assorbimento di calore nella fase di
passaggio da liquida a solida. La CO2 è perfettamente utilizzabile
in incendi di classe E; si presta ottimamente inoltre anche agli incendi
delle classi A, B e C.
ATTENZIONE:
Nell’uso di estintori a CO2 è consigliata l’adozione di guanti a
protezione delle mani per il rischio di congelamento delle stesse. Non
indirizzare mai l’estintore a CO2 verso le persone.
HALON
– Idrocarburi Alogenati
Agenti
estinguenti in via di abbandono, a causa dei danni provocati alla fascia di
ozono terrestre, sono costituiti da idrocarburi saturi in cui gli atomi di
idrogeno sono stati sostituiti da atomi di bromo, cromo o fluoro. Essi
agiscono per interruzione chimica della combustione (catalisi negativa)
e sono efficaci su incendi generatisi in locali chiusi.
Oltre
alla controindicazione ambientale legata alla fascia d’ozono gli Halon sono
anche pericolosi per l’uomo, poiché in locali scarsamente ventilati possono
dare origine a concentrazioni di gas tossici per la salute.
Agenti
Estinguenti Alternativi allo HALON
Si
tratta di prodotti chimici, non dannosi per l’ambiente, che sfruttano la loro
proprietà chimica per estinguere il fuoco con azione inertizzante e/o
anticatalitica.
In
commercio ve ne sono parecchi, ma il loro utilizzo rimane legato a particolari
necessità dato il loro costo elevato.
Danni
alla Salute dell’Uomo generati dagli Incendi
Effetti
della Fiamma
Il
contatto diretto con la fiamma ed il calore da essa irradiato provocano ustioni.
Effetti
del Calore
I
gas caldi, di combustione e non, da soli possono provocare stress da calore,
disidratazione ed edemi cutanei.
Effetti
conseguenti alla Carenza di Ossigeno
La
concentrazione dell'ossigeno nell'aria può scendere per effetto della
combustione al di sotto del 21%. Alla diminuzione si associano progressivamente
difficoltà di movimento, abbassamento della capacità valutativa, collasso ed
asfissia.
Effetti
Tossici dei Gas di Combustione
I
gas prodotti durante la combustione possono essere tossici sia in relazione ai
materiali coinvolti, sia in relazione alla ridotta quantità di ossigeno
presente nel luogo dell'incendio.
Particolarmente
pericoloso si presenta in questo senso il “famigerato” ossido di
carbonio (CO). L'anidride carbonica (CO2) è invece un gas asfissiante solo ad
elevate concentrazioni.
Tra
gli altri gas di combustione noti per la loro tossicità ricordiamo l'idrogeno
solforato, l'acido cianidrico, l'ossido di azoto, l'ammoniaca, l'anidride
solforosa, ecc.
Effetto
dei Fumi
Il
termine fumo indica la fase nella quale i gas della combustione
“trasportano” particelle solide o liquide che lo rendono opaco. Il fumo
produce un effetto irritante per gli occhi e per le vie respiratorie, riduce la
visibilità ostacolando l’evacuazione dei luoghi e l'intervento dei soccorsi.
Effetti
Traumatici nell’Esplosione
Quando all'incendio è associata un’esplosione, le conseguenti onde d’urto pressorie possono provocare eventi traumatici nei soggetti esposti, sia da impatto di e con oggetti, sia per traumi interni ed esterni generati dalla sola onda d’urto.