Il GAS... un amico "Esplosivo"!
Il GAS è ormai diventato un compagno obbligato nelle nostre case, con esso scaldiamo l'acqua per lavarci, riscaldiamo le nostre abitazioni nei mesi freddi e soprattutto cuciniamo i nostri cibi. Eppure è un amico molto pericoloso... specie se si tratta di un particolare tipo di GAS chiamato GPL.
Mai bisogna sottovalutare i pericoli legati a questo amico così "esplosivo"...
ecco
alcuni consigli!
E' utile sapere che in Italia si distribuiscono sostanzialmente solo due
tipologie di gas per uso civile, entrambi sono privi di componenti tossici,
facendo parte della famiglia dei gas inerti.
Di
questi il primo è il gas naturale o metano, che viene portato dai giacimenti di
estrazione alle nostre case attraverso un sistema di condotte e reti di
distribuzione; mentre il secondo è il gas di petrolio liquefatto o GPL, che
viene ottenuto dalla distillazione del petrolio e viene fornito in bombole o
piccoli serbatoi (a volte anche con rete di distribuzione ed interrati).
In pochissime località d’Italia però si distribuisce ancora anche il
cosiddetto gas di città o gas manifatturato, che invece contiene alcuni
componenti tossici; fortunatamente i suoi impianti sono già in via di
trasformazione.
Il fatto che siano in distribuzione più tipi di gas, tra loro differenti
per caratteristiche chimico-fisiche, rende necessaria una certa cautela da parte
degli utenti; pertanto è bene ricordare che prima di acquistare, installare,
ma in modo particolare spostare e trasferire apparecchiature a GAS (ad
esempio in altre abitazioni o città) è necessario consultare un
installatore specializzato, per valutare l’idoneità degli apparecchi
stessi e le eventuali modifiche da apportare loro, affinché funzionino senza
inconvenienti.
Nel
caso di apparecchi non idonei per il gas distribuito nella zona, l'installatore
sarà generalmente in grado di effettuare, con modica spesa, le operazioni di
trasformazione necessarie per evitare il verificarsi di incidenti.
Coloro che sono soliti utilizzare il GAS
contenuto in bombole inoltre devono tenere presenti alcune piccole
regole ulteriori:
-
la sostituzione della bombola, operazione delicata e non esente in senso
assoluto da rischi, va effettuata solo da personale competente e qualificato;
-
le bombole non devono assolutamente essere tenute in locali ubicati sotto il
livello stradale e vanno protette dal sole e dalle altre fonti di calore;
-
in un locale di volume minore di 20 m3 è vietato installare più di
una bombola da 15 kg;
-
se il volume supera i 20 m3, ma non i 50 m3, si possono
installare al massimo 2 bombole, per un contenuto complessivo pari a 30 kg;
infine si può salire fino a 40 kg nei locali che superano 50 m3;
-
in casa, nei garage e nei piccoli locali chiusi (cantine, ripostigli, ecc.) è
vietato tenere bombole non allacciate, siano esse piene, vuote o parzialmente
piene.
Quali
sono i rischi legati all’utilizzo del GAS?
Il mancato rispetto delle poche regole di sicurezza sopra descritte può
portare a conseguenze anche gravi, dovute soprattutto alla formazione ed alla
diffusione negli ambienti del monossido di carbonio (CO), detto anche dai
tecnici il “killer silenzioso”. Questo “prodotto di scarico”,
risultato finale della combustione, costituisce la causa principale degli
incidenti legati all’utilizzo del GAS in locali chiusi ed è estremamente
pericoloso.
E’
anch’esso un gas e si presenta come inodore ed incolore,
quindi di fatto è inavvertibile dall’uomo; la sua tossicità è molto alta,
tanto che, anche in piccolissime concentrazioni, risulta spesso letale.
Per evitare i rischi legati al CO è bene verificare il corretto
posizionamento e l’installazione della caldaia,
che deve essere installata in un luogo sufficientemente areato; è bene poi
controllare periodicamente il sistema di scarico dei fumi ed effettuare la
manutenzione prevista dal libretto d’uso degli apparecchi a GAS.
In
quali casi particolari poi è necessario contattare un tecnico qualificato per
un’adeguata manutenzione straordinaria? Quando si individuano fuliggine,
sporcizia o macchie nell'apparecchio o nelle sue immediate vicinanze; quando la
fiamma, anzichè tesa ed azzurra, risulta irregolare e/o giallastra; quando
all'accensione si sentono rumori non usuali; quando le manopole di servizio non
funzionano più correttamente.
Anche i bruciatori della cucina (i
fornelli per intendersi!) necessitano di piccole manutenzioni per ridurre i
rischi legati all’utilizzo del GAS.
La
pulizia, ad esempio, è alla base della buona combustione ed è bene effettuarla
periodicamente spazzolando, con un’idonea e robusta spazzola - anche metallica
-, i piattelli in ghisa presenti sugli apparecchi da cucina. Verificate spesso
anche l'efficienza delle prese d'aria, che non devono essere coperte od ostruite
da oggetti; valutate infine la correttezza e l'efficienza dei sistemi di scarico
dei fumi, quali camini, cappe, canne fumarie, ecc..
Gli apparecchi portatili per il riscaldamento
di ambienti, alimentati con bombola a gas, sono soggetti invece a
severe limitazioni di utilizzo, contenute nel decreto del Ministero
dell'Industria del 30/10/1981.
Tali
apparecchi infatti devono essere forniti di speciali dispositivi di sicurezza
contro la formazione del monossido di carbonio e non possono essere usati in
bagni e camere da letto, locali con volumetria inferiore a 12 m3,
locali non provvisti di almeno due aperture di ventilazione a norma di legge.
Queste le poche regole d’oro, relative all’utilizzo del GAS, per
poter contare su di un elevato livello di sicurezza, per voi, per i vostri
familiari ed anche per i vostri vicini,.
Qualora
però, nonostante la vostra attenzione, qualcosa comunque non dovesse andare per
il verso giusto, ricordatevi che è possibile avvertire le fughe di GAS
attraverso un segnale inconfondibile: il caratteristico odore. Infatti
tutti i gas combustibili devono avere - ai sensi della Legge n.1083 del 1971 -
un odore caratteristico, in modo che sia possibile rilevarne la presenza, in
caso di fuga, prima che si raggiungano delle concentrazioni pericolose.
Attenzione
però, questo vale per il GAS commercialmente distribuito negli impianti, ma non
per il monossido di carbonio (CO) che si crea in seguito alla cattiva
combustione; questo infatti è, come dicevamo, inodore e molto tossico ed è
possibile rilevarne la presenza negli ambienti solo dotandosi di idonei apparecchi
elettronici d’allarme.
Ma
quali sono i comportamenti da adottare immediatamente se si sente un odore di
gas?
-
Aprire porte e finestre, per arieggiare il più possibile il locale;
-
spegnere immediatamente tutte le fiamme libere (fornelli, bruciatore della
caldaia, sigarette, fiammiferi, accendini, ecc.);
-
chiudere la valvola principale del contatore o della bombola;
-
non azionare interruttori, campanelli, apparecchi elettrici o telefonici, perchè
una eventuale scintilla creata dal loro funzionamento potrebbe innescare
un’esplosione;
-
se il vostro impianto è alimentato da gas in bombole (GPL), ricordate che il
GPL, essendo più pesante dell'aria, in caso di fuoriuscita accidentale
dall'impianto tende a cadere inizialmente al suolo; quindi bisogna subito
spazzare per terra con una grossa scopa per rimuovere i possibili residui di
gas, convogliandoli verso l'ambiente esterno;
-
mantenendo chiusa la valvola principale, controllare che tutti i rubinetti degli
apparecchi siano anch'essi chiusi e chiudere quelli che ancora non lo fossero;
-
controllare l'integrità del tubo flessibile dell'apparecchio di cottura e delle
sue connessioni;
Qualora
dopo tutte queste verifiche non riusciste ad individuare l’origine della fuga
o se continuaste ad avvertire odore di gas anche con valvole e rubinetti chiusi,
allora è opportuno chiamare l'Azienda distributrice del gas (a Bergamo è la
BAS) o il rivenditore della bombola per mezzo di un telefono
esterno all'abitazione.
Le
regole per l’uso sicuro del gas
Cucine
a Gas domestiche
I
bruciatori (fornelli)
I
bruciatori delle cucine a gas (siano esse a metano o GPL) devono essere sempre
puliti e funzionanti. Un bruciatore sporco fa consumare di più e può essere
causa di pericoli.
Se
le fiamme hanno una colorazione gialla ed anneriscono il fondo delle pentole la
combustione non è ben regolata ed il gas, bruciando in modo imperfetto, può
produrre gas tossici.
Il tubo di raccordo in gomma o metallo
|
Il
tubo di gomma, che collega la cucina al rubinetto portagomma, deve avere
una lunghezza compresa tra 40 e 150 centimetri. Dal 1987, le norme UNI-CIG
7140 stabiliscono, che sia marchiato ogni 40 centimetri con il nome o la
sigla del fabbricante, l'anno limite d'impiego (scadenza) e il
riferimento alla norma. Verificate periodicamente l'integrità del tubo, controllate che non sia a contatto con la parete posteriore del forno, sostituitelo non appena comincia a logorarsi, e comunque ogni 4 anni ed entro la “data di scadenza” indicata. |
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Attenzione
ai liquidi in ebollizione sui fornelli
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Sorvegliate
con attenzione le pentole contenenti liquidi in ebollizione, soprattutto
quando hanno il coperchio. I liquidi, infatti, quando sono in ebollizione
possono traboccare e spegnere la fiamma, mentre il gas, continuando ad
uscire dal bruciatore e accumulandosi nel locale, potrebbe provocare una
situazione di grave pericolo. Ricordate, comunque, che in commercio esistono anche cucine dotate di dispositivi per la “sicurezza integrale sul piano di cottura”; tali dispositivi interrompono la fuoriuscita di gas in caso di spegnimento della fiamma. Pensateci quando dovrete cambiare il vostro piano di cottura! |
Un
occhio ai Fumi di Scarico
Indirizziamoli
sempre all’esterno
I
prodotti della combustione del gas sono detti comunemente fumi. Per garantire
l'uso sicuro degli apparecchi a gas per i quali è previsto lo scarico dei fumi,
è indispensabile, oltre ad una buona aerazione dei locali, anche
un’efficiente scarico all'esterno, preferibilmente in canna fumaria.
Lo
scarico dei fumi deve essere sempre realizzato secondo le norme locali ed i
regolamenti vigenti.
Lo
scarico diretto nell'atmosfera è consentito solo in casi particolari laddove,
negli edifici esistenti, non si possano rispettare i regolamenti comunali
d'igiene, che prevedono lo scarico dei fumi oltre il colmo del tetto.
È
comunque necessario che l'impianto rispetti le normative vigenti: così, ad
esempio, lo scarico dei fumi attraverso una tubazione a "T" deve
essere collocato all'esterno dell'edificio e deve rispondere a determinati
requisiti. Per una corretta installazione rivolgetevi sempre a personale
qualificato.
La
canna fumaria
Forme
e dimensioni della canna fumaria devono rispettare le norme UNI-CIG. Far
costruire una canna fumaria a regola d'arte non basta, occorre anche farla
controllare periodicamente e soprattutto dopo un lungo periodo d'inattività.
La
pulizia periodica della canna fumaria è un’operazione importante e da non
sottovalutare.
Il
Ricambio d’Aria
Per
far bruciare in condizioni di sicurezza il gas, è necessario un continuo
rifornimento d'aria attraverso un'apertura fissa.
Questa
deve comunicare con l'esterno e deve avere una superficie proporzionale alla
potenzialità degli apparecchi installati e, comunque, non inferiore a 100
centimetri quadrati.
Gli
aspiratori elettrici, posti sulle cappe o sulle finestre, sottraggono ai locali
l'aria necessaria ad una buona combustione. Possono provocare situazioni di
pericolo se l'apertura fissa verso l'esterno non viene ingrandita in modo
proporzionale alla portata degli aspiratori installati (norme UNI-CIG).
Apparecchi
a Gas dentro la Casa
L’Installazione
all’interno della casa
L'installazione
di apparecchi a gas di tipo tradizionale è vietata in camera da letto.
In
bagno, l'installazione di apparecchi per la produzione di acqua calda sanitaria
è consentita soltanto a determinate condizioni, ma è comunque sconsigliata.
In
mancanza di soluzioni alternative nei bagni ed all’interno delle cucine sono
permessi apparecchi a “circuito di combustione stagno”.
Il
rubinetto generale del gas
| Ricordatevi di chiudere il rubinetto generale quando non fate uso del gas e soprattutto quando lasciate la casa per un lungo tempo. |
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